Venerdì 16, ore 21.15, Teatro Ristori
David Riondino voce recitante
Musiche originali di Stefano Taglietti
Accompagnamento musicale dei Duende :
Luciano Modena - chitarra acustica
Roberto Pollo - chitarra acustica ed elettrica
Simone Filippi - chitarra basso
Giovanni Ferrarini - fisarmonica
Piergiorgio Merlin - percussioni
Sergiu Chitan - violino
David Riondino presenta un’ironica e onirica lettura di uno dei testi più importanti di Mark Twain, un recital di parole e musica
Il testo di Mark Twain "Viaggio in Paradiso" (Report from the Paradise) è quello che meglio di ogni altro, secondo George Bernard Shaw, permette di entrare nel suo universo di scrittore.
Si tratta di una specie di fantasia “americana” sull'oltretomba, visto come un luogo completamente all'opposto delle nostre più “verosimili” e rosee aspettative.
È in effetti una bolgia indescrivibile di situazioni quella che travolge il protagonista, il vecchio lupo di mare capitano Stormfield, in un crescendo umoristico irresistibile.
Il viaggio in un Paradiso stranamente - ma non completamente - terrestre del capitano Stormfield attraversa materiali ritmico-frequenziali disparati, assunti anche fuori dall'euro-cultura, ma condotti in un flusso unitario che impegna Riondino nel differenziare la condotta vocale entrando/uscendo dai personaggi, nel darle una consistenza di figura, senza rompere una continuità di fondo nel tono narrativo.
Autore, cantautore, scrittore.
Nato artisticamente negli anni ’70, componendo canzoni e pubblicando dischi da allora, la sua attività spazia tra musica, scrittura, televisione, radio e cinema. Il teatro resta comunque la sua attività principale: un teatro all’insegna della commistione di generi fra poesia, satira, testi classici e musica dal vivo. Da alcuni anni, si occupa del recupero della tradizione orale in Toscana dove ha costituito la Fondazione Accademia dell’Ottava. Collabora attivamente con Stefano Bollani, Milo Manara e Dario Vergassola.
Dal giugno 2010 i suoi pensieri sono riportati in un blog , il primo che abbia mai avuto.
Sito web www.davidriondino.it
Sabato 17 marzo, ore 18,00 (Durata: 60 min),
Palazzo Castellani dei Sermeti
L' "Offerta musicale" è una delle composizioni più affascinanti ed enigmatiche di J.S. Bach, una collezione che comprende ricercari, canoni e una sonata in quattro movimenti, tutta costruita sopra il famoso "Thema Regium" di Federico II di Prussia (1712-1786). Bach affronta e approfondisce con tecniche di composizione contrappuntistica sempre differenti il tema del movimento perpetuo negli affetti e nella scienza musicale.
Considerata da molti come il testamento artistico del Genio di Lipsia, l’Offerta Musicale rappresenta, insieme all’Arte della Fuga, una delle vette contrappuntistiche dell’opera di Bach, una sorta di manifesto spirituale in cui il compositore ha messo in pratica la sua idea di musica speculativa e il processo creativo si sottomette all’intelletto ed al rigore scientifico.
A cura del
Dipartimento di Musica Antica del Conservatorio di Musica "E.F. Dall'Abaco" di Verona.
Gregorio Carraro, flauto traversiere
Stefano Bruni, violino
Teodoro Baù, viola da gamba
Daniele Rocchi, clavicembalo
Sabato 17 marzo, ore 19.00, Teatro Ristori
Il nome di Enrica Bonaccorti è indissolubilmente legato al testo de “La lontananza” uno dei successi di Domenico Modugno. Insieme al cantautore Marco Ongaro, Bonaccorti svela con una “conversazione musicale” come la vita di ciascuno di noi sia posta sotto l’influsso della musica. E ciascuno ha almeno una sua canzone.
“Modugno era un catalizzatore di energia, lui infatti mi ha tirato fuori molta creatività. – ha detto Bonaccorti - Io ho sempre scritto, anche da piccola, poesie e racconti, e fu lui, a cui avevo mostrato i miei testi, a chiedermi di scrivere delle canzoni. La prima fu “La lontananza” e in seguito “Amara terra mia”, che ha una storia particolare perché a Modugno era piaciuto un testo che avevo scritto e che si intitolava “Sardegna terra mia”. Quei tre anni vissuti a Sassari infatti mi erano rimasti nel cuore. Modugno aveva trovato una musica antica, di un anonimo del Seicento, e mi chiese di sostituire la parola Sardegna per dare un valore universale alla canzone. Ero a casa a scervellarmi, ricordo ancora il punto, seduta in una poltrona in salotto, quando mamma passò, io le dissi quello che stavo cercando e lei semplicemente mi rispose “Perché non metti amara…”. Colsi al volo il suo suggerimento. Anche per questo sono molto affezionata ad “Amara terra mia”, perché io so che è di Modugno Bonaccorti Anonimo... e mamma di Bonaccorti.”
Al termine brindisi offerto da Ca' Rugate
Il debutto nell’ambito della canzone d’autore gli vale nel 1987 il Premio Tenco per la Migliore Opera Prima. Spazia in seguito dalla canzone alla drammaturgia, dalla letteratura all’opera lirica producendo raccolte di poesie e racconti, testi teatrali e libretti d’opera.
Conduttrice televisiva-radiofonica e attrice italiana. Da settembre 2007 è autrice e conduttrice di “Tornando a casa”, programma leader d’ascolti di Radio1Rai
Sabato 17 marzo, ore 21.15, Teatro Ristori
Cantano:
Raffaella Benetti, Giuliana Bergamaschi, Claudia Bidoli, Grazia De Marchi, Laura Facci, Deborah Kooperman, Veronica Marchi, Karin Mensah, Ilaria Peretti, Alice Ronzani, Terry Veronesi.
Suonano:
Enrico Breanza chitarra, Marco Pasetto fiati, Gianni Sabbioni contrabbasso, Maria Vicentini viola e violino, Massimiliano Zambelli percussioni
Leggono: Sandra Ceriani, Margherita Sciarretta
Arrangiamenti: Enrico Breanza, Marco Pasetto.
Collaborazione di Gianni Franceschini.
Il tempo di una canzone, il tempo nella canzone. A Fred Buscaglione basta la durata di una sigaretta, ovvero la stessa della canzone, per passare dalla vita alla morte… del suo amore. Il tempo è degradazione; il tempo, piuttosto, è attesa e speranza. Il tempo è monotono; il tempo è velocissimo e cambia continuamente. Il tempo è ciclico; il tempo non ritorna. Il tempo sopprime; il tempo non deve spaventare. Il tempo avanza verso l’ignoto; no, ti riporta indietro al passato. Il tempo è ineluttabile, il tempo è illusorio, il tempo non esiste. Anche in musica il tema è stato trattato dalle angolature più diverse e opposte. Qui se ne traccia un itinerario che tocca firme tra le più grandi della canzone d’autore italiana: Tenco, Gaber, Endrigo, De André, Dalla, Battiato, Conte, Fossati e ancora altri; ma pure traduzioni da Ferré, Brassens o Vinicius De Moraes, e poeti messi in musica come Gozzano, Gatto o Fortini.
Giornalista dal 1969. Critico musicale, storico della canzone italiana, ha scritto e curato numerosi libri e collane in materia di canzone d’autore, espressione coniata per la prima volta da lui stesso. In particolare ha firmato la raccolta integrale del canzoniere di Jacques Brel, diverse opere su Luigi Tenco e su Piero Ciampi, una biografia incrociata di Ornella Vanoni e Gino Paoli, volumi su Paolo Conte; pubblicazioni spesso corredate da cd e dvd. Opera dall’anno di fondazione, il 1972, all’interno del Club Tenco e ne è tuttora il responsabile artistico.
Domenica 18 marzo, ore 11.45, Teatro Ristori
Il “tempo” in musica: facile da intuire, interessante da ascoltare, complesso da suonare, ma impossibile da scrivere! Il tempo in musica ha un ruolo fondamentale in tutti e tre i momenti che lo caratterizzano: la composizione, l’esecuzione e l’ascolto. Ma, al contrario di quanto si possa comunemente pensare, il passaggio dall’uno all’altro di questi aspetti non è sempre immediato, né riproducibile in tutte le direzioni: la musica, infatti, pur essendo un linguaggio, ha delle caratteristiche tali per cui il percorso che parte da ciò che un compositore ha in testa, passa per ciò che un esecutore suona, per arrivare a ciò che il pubblico ascolta, è tutt’altro che lineare e automatico. Anzi, è reso impossibile proprio dal tempo, che attribuisce alle tre diverse dimensioni di un brano musicale un carattere estremamente soggettivo.
Si ringrazia VISCOUNT International Spa
Organista diplomato al Conservatorio di Santa Cecilia di Roma ed all’Universität für Musik und darstellende Kunst di Vienna, propone dal vivo brani per organo scritti tra la seconda metà del 1600 arriva ad oggi. Un arco di tempo di oltre 350 anni - da Georg Böhm a Johann Sebastian Bach da Felix Mendelssohn Bartholdy, Jehan Alain - che apre le porte agli ascoltatori del mondo del soggettivo e del diversamente interpretabile.
Domenica 18 marzo, ore 21.15, Teatro Ristori
Conversa con l'astronauta: Daniele Gouthier, comunicatore scientifico e docente del master in giornalismo scientifico digitale della SISSA di Trieste.
Saluto dell'Ateneo: prof.ssa Bettina Campedelli, Prorettore
Partecipa: Paolo Fiorini, professore ordinario di Sistemi di elaborazione delle informazioni, Università di Verona
Non tutta la scienza ha i piedi per terra
Dai tempi della prima, storica impresa di Yuri Gagarin (primo uomo a uscire dall'orbita terrestre) passando per lo sbarco americano sulla Luna nel 1969, la colonizzazione dello spazio è un obiettivo che gli esseri umani non si stancano di inseguire. Il suo avamposto è oggi la Stazione Spaziale Internazionale (o ISS, International Space Station): il più importante programma di cooperazione internazionale mai intrapreso in campo scientifico e tecnologico. Dal 2000, quando salì a bordo il primo equipaggio permanente, la ISS assicura una ininterrotta presenza umana nello spazio.
Roberto Vittori, l’“abitante dello spazio”
Dal 25 aprile al 5 maggio 2002 Roberto Vittori partecipa alla missione taxi-flight "Marco Polo" diventando il primo astronauta italiano a partire dalla base di lancio di Baikonur alla volta della Stazione Spaziale Internazionale, grazie a un accordo tra ESA, Agenzia Spaziale Europea, ASI, Agenzia Spaziale Italiana e Rosaviakosmos, l'Agenzia Spaziale Russa. Durante la missione viene portato a termine con successo uno dei principali obiettivi: la consegna della nuova Soyuz TM-34, la 'scialuppa di salvataggio' per gli astronauti dell' equipaggio permanente della Stazione in casi di emergenza. Dal 15 al 25 Aprile 2005 si svolge la missione''Eneide'', la seconda di Vittori sulla Stazione Spaziale Internazionale. In qualità di ingegnere di volo sia per l'andata che per il rientro a terra, Vittori occupa un ruolo attivo nella guida e nelle fasi di attracco della navicella Soyuz. A bordo della ISS, porta a termine anche un intenso programma di esperimenti. Nell'agosto 2009, Vittori è stato assegnato in qualità di Mission Specialist alla missione STS-134 dello Space Shuttle. Calendarizzata per il 29 aprile 2011, la partenza dell'Endevour per problemi tecnici è stata rimandata al 16 maggio. Il secondo lancio è avvenuto regolarmente e la navetta ha completato la sua missione atterrando con successo al Kennedy Space Center della NASA.
Il colonnello Roberto Vittori (Viterbo, 15 ottobre 1964) è un ufficiale dell'Aeronautica Militare e un astronauta dell'ESA.
Nel 2009 Vittori ha prestato la sua voce per un cameo nell'edizione in lingua italiana del film WALL-E, interpretando alcune battute di un robottino a bordo della navicella spaziale Axiom
http://www.robertovittori.it/video